il mio porto d'inverno.
solida, serena, sempre, bella della bella di un quadro del giorgione. tu con le tue braccia sempre aperte per me. tu con i il tuo sorriso quando vinco e quando perdo. tu che mi porti acqua fresca con le tue mani quando le mie non ce la fanno. tu che sei candida senza dover essere accecante.
sei bianca come il latte, sei bianca come il lino al sole. come il cuore del grano, come la farina, come tutte le cose buone e sane e giuste di questo schifosissimo mondo.
tu che compensi sempre il mio malessere con la tua stabilità, eppure so che anche tu hai un cuore ferito. ma ame non lo hai mai sbattuto addosso, non hai mai sporcato i miei vestiti con il tuo sangue, anche quando l'ho cercato io, perchè era giusto così.
onora il grano, onora la terra, onora le cose pulite, questi sono i comandamenti che ogni uomo dovrebbe avere a questo mondo.
tu che mi hai sempre tenuta per mano.
ti ho vista gioire quelle rare volte che ho tagliato il traguardo, e non solo quando l'ho tagliato per prima, perchè a te basta che io ci arrivi, per esserne felice.
mi hai coperta quando pioveva.
lo fai sempre, da sempre e per sempre.
e quando il mio cuore è un arnese scomposto e vago come una barchetta di carta nell'oceano, tu arrivi e gentile come una madre dovebbe essere, tu mi ricomponi, mi parli, mi culli.
tu sai tirare fuori il mio dolore e lenirlo.
sei la stanza più sicura che abbia mai avuto. posso chiudermi dentro, e nessuno mi farà del male.
posso gridare, o posso dormire, posso giocare ai lego o prendere i muri a testate, tu sei lì, mi lasci fare, e poi mi prendi per mano quando è abbastanza, e mi lavi il viso, mi ravvii i capelli, mi fai respirare come nel sonno. quel respiro regolare, il sonno dei giusti.
il mio cuore spezzato, le mie gambe piene di lividi, i nodi nei miei capelli e le mie mani arrossate.
tu non mi fai sentire brutta nonostante tutto. mai. e quando non voglio guardarmi tu tiri le tende e mi racconti una storia.
e non lo sai, lo fai così, con naturalezza.
proserpina lieve sei tu, e io con te mi sento grano e non pula.
il mio porto d'inverno. la mia tana, casa, madre e chiesa in cui rifugiarmi quando fuori infuria la peste e impazza la guerra. sempre. da sempre. per sempre, la parte migliore di me.
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