sabato 3 marzo 2012

come quando si sgozzano i maiali


come quando si sgozzano i maiali.
anche a starci attenti, si fa un casino incredibile. per forza: è un animale grosso, il maiale. è forte, e pesante.
e come tutti gli animali del mondo, quando ha paura, ma la paura quella vera, la paura di chi sa che sta per morire, impazzisce, e non lo tieni fermo tanto facilmente.
come le aragoste, che se solo fossero più grosse non sarebbe una passeggiata cucinarle vive.
dei mostri rossi, spaventati e terribilmente incazzati, tutti antenne e chele.
ma insomma, il maiale.
lo sgozzi. muore dissanguato. ci mette un sacco, credo.
non ho mai sgozzato niente, nè un maiale nè altro, ma credo ci metta un po'. non credo sia una morte pietosa, e poi a fare due conti stupidi, per quanto è grosso avrà un sacco di sangue da buttare prima di morire.

mi dicevano l'altra sera che, dopo, viene buttato nell'acqua bollente, ma non mi ricordo il perchè. ricordo però che certo, il dubbio che non ci sia un coroner in zona ad accertare l'avvenuto decesso ci abbia legittimati a credere che spesso il maiale sia ancora vivo.

è uno di quei lavori che anche se lo fai in modo pulito immagino si faccia un casino che nemmeno il più prolifico palahniuk.
ma non credo che si faccia mai in  modo 'pulito', e non mi riferisco al senso etico del termine.

non mi riferisco alla sfiducia morale che ho nei confronti del genere umano, che sempre c'è stata e ultimamente è diventata sconforto.
uno sconforto così netto da essere quasi rasserenante. non c'è niente da fare, prima o poi tutti, tutti ti fregheranno, che tu ti fidi o no, succederà.
pace. non mi fido del mio istinto, non mi fido della mia razionalità.
e quando prendi atto di essere totalmente cretino, beh, a quel punto la paura è osì grande che prima o poi i passi sopra, paradossalmente.
ma questo è un altro discorso.

parliamo di maiali sgozzati.

la mia sfiducia è metodologica e sistemica: le persone non sono sufficientemente pregne di senso del dovere per fare bene un lavoro.
per questo non mi fido.
se davvero sapessero sgozzare i maiali come si deve, allora andrebbe anche bene, magari inventerebbero un modo per fare meno casino, oltre che per farli soffrire di meno, non fosse altro che per la praticità che un maiale meno sofferente è un maiale che si fa meno fatica ad ammazzare.
ma no. alla gente non importa nemmeno l'aspetto pratico della cosa, e questo è grave. sopattutto quando si fa unacosa con un rituale simile ad un metodo.

la verità è che non esiste prova provata dell'innocenza di nessuno. e che prima o poi paghiamo tutti per le colpe di qualcun altro, quindi in fondo forse non serve nemmeno sforzarsi di restare quanto più puliti possibile, tanto prima o poi passerà uno che ha appena sgozzato un maiale e ti schizzerà. e ti sentrai sporco ugualmente, anche se non sei stato tu.

la verità è ci sono rimasta così male. così male. così male.
perchè se fosse solo una festa sgozzare il maiale, andrebbe ancora bene.
il carnevale è la porta del'apocalisse, la legittimazione della stortaggine, l'esorcizzazione del desiderio e della paura. e infatti è tollerabile una volta l'anno, di più sarebbe impossibile, siamo tutti troppo paurosi per tollerarlo più a lungo.

il problema è che sgozzare il maiale è un mestiere, e se uccidere qualcuno per puro diletto mi riesce ancora comprensibile, farlo a fini pratici mi sembra abominevole.

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