sabato 3 marzo 2012

il sonno, gli animaletti, le montagne

sono secoli che non dormo. centinaia di anni, migliaia di giorni e un numero spaventoso di ore, minuti e secondi che non dormo. attraversare un luogo e non fermarsi, mi fermo più avanti, quando trovo un posto riparato. magari più in là, quando trovo anche un corso d'acqua nelle vicinanze, inventare motivazioni perfettamennte funzionali che non lasciano spazio a nessun disaccordo con se stessi, perchè la logica è pur sempre un'ottima scusa per qualunque cosa.
secoli che non dormo, e questo non erve, però, perchè non è la lucidità l'arma afferrata dal lato sbagliato, e la luce è sempre piena, e no smussa gli angoli e non copre le tappezzerie cadenti, così come smaschera altrui perfezioni immediatamente così vicine e parallele e perfettamente cortesi e sorridenti che fanno due volte più male. una luce perfetta, piana, uniforme, biancoavorio, senza pulviscolo e senza tendaggi.
non dormo da secoli e sono animaletti piccoli e verdi che saltano e ridono e dalle orecchie entrano dentro la testa, dietro gli occhi, dentro i femori, e ridono, saltano, e parlano, parlano, parlano. saggiano con le zampette e con i dentini il terreno morbido, e sono milioni di punture di spillo sulla carne tenera, milioni punture di spillo che non mi lasciano dormire, perchè hanno la ferocia dei bambini, e vogliono solo giocare, e lo fanno, lo fanno con totale coerenza. animaletti verdi e piccoli e con denti e zampette e unghiette e vocine.
non dormo da secoli e sono così stanca. vorrei dormire per giorni, mesi, anni. giorni, mesi, anni, secoli, dormire con loro, che a mandarli via non resterebbe probabilmente molto di me, ci reggiamo in piedi a vicenda.
dormire con loro e non sognare, dormire come dormono le montagne. lasciarmi erodere da fuori. lasciare scivolare via un pezzetto alla volta la pelle inseme a quello che vi scorre sopra.
e non farebbe male. chi dorme è invulnerabile. perchè non vi è nessun piacere a colpire chi non può vederti.

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