giovedì 10 gennaio 2013

Ops! Mi si è rotto il karma


Un attimo. un attimo che prendo fiato. Sta cosa la devo dire come la sento, tutta in una volta. Tutta in una volta. Come un fiotto di bile, caldo, acido e- schizz! impossibile da tenere dentro.

La verità. La verità che mi macina. La verità che nascondo. La verità di cui -mi vergogno. Mi vergogno? Ma ho ragione! Si, ma non sta bene prendersela così, in fondo che ti ha fatto? Che mi ha fatto? Deve morire! Si, erò non è che puoi fare così. Ti fa male, fatti le tue cose, no? Ormai è passato. Col cazzo, è passato.

A me no. Non mi è passato, a me.

Forse a qualcun altro si, forse. A me, no.

La verità è che sei troppo assolutamente miserabile per arrivare anche solo lontanamente a concepire quanto profondo e assoluto possa essere il mio totale disprezzo per te, e per quelli come te, ma per te in particolare, sì, questo podio è tutto tuo.

E che questo sporchi la mia anima è una cosa della qule non me ne importa assolutamente niente.Mi ha fatta un po' arrabbiare anche questo - ma come, cornuta e mazziata? Perciò adesso uno non ha neanche più diritto ad una sana incazzatura, che per di più ci paga anche le spese animiche?
Fare dell'ira un peccato mortale è una delle cose più infami che potesse fare Dio, o chi per lui.
Sai cosa farebbe bene davvero alla mia anima candida, al mio stracazzo di karma, al mio fegato, ad Anubi e a tutti i Santi?

Scoprire un giorno che non è vero, che c'è mai passata neanche la tua ombra su questo pianeta, che se mai c'è stato un alito, un fiato, un ricordo di un'ombra di te, è stata spazzata via, cancellata per sempre.
Il ricordo, l'ombra, il fiato, l'alito di vento mi fanno venire la lebbra. 
Non credevo di avere una tale profondità di sentimenti. E non sto scherzando.

Profondità. Significa che vai verso le viscere delle cose. E notoriamente, verso le viscere c'è l'Inferno.