Un attimo. un attimo che prendo fiato. Sta cosa la devo dire come la sento, tutta in una volta. Tutta in una volta. Come un fiotto di bile, caldo, acido e- schizz! impossibile da tenere dentro.
La verità. La verità che mi macina. La verità che nascondo. La verità di cui -mi vergogno. Mi vergogno? Ma ho ragione! Si, ma non sta bene prendersela così, in fondo che ti ha fatto? Che mi ha fatto? Deve morire! Si, erò non è che puoi fare così. Ti fa male, fatti le tue cose, no? Ormai è passato. Col cazzo, è passato.
A me no. Non mi è passato, a me.
Forse a qualcun altro si, forse. A me, no.
La verità è che sei troppo assolutamente miserabile per arrivare anche solo lontanamente a concepire quanto profondo e assoluto possa essere il mio totale disprezzo per te, e per quelli come te, ma per te in particolare, sì, questo podio è tutto tuo.
E che questo sporchi la mia anima è una cosa della qule non me ne importa assolutamente niente.Mi ha fatta un po' arrabbiare anche questo - ma come, cornuta e mazziata? Perciò adesso uno non ha neanche più diritto ad una sana incazzatura, che per di più ci paga anche le spese animiche?
Fare dell'ira un peccato mortale è una delle cose più infami che potesse fare Dio, o chi per lui.
Sai cosa farebbe bene davvero alla mia anima candida, al mio stracazzo di karma, al mio fegato, ad Anubi e a tutti i Santi?
Scoprire un giorno che non è vero, che c'è mai passata neanche la tua ombra su questo pianeta, che se mai c'è stato un alito, un fiato, un ricordo di un'ombra di te, è stata spazzata via, cancellata per sempre.
Il ricordo, l'ombra, il fiato, l'alito di vento mi fanno venire la lebbra.
Non credevo di avere una tale profondità di sentimenti. E non sto scherzando.
Profondità. Significa che vai verso le viscere delle cose. E notoriamente, verso le viscere c'è l'Inferno.