tutto sommato è un bene che sia così. tutto questo, tutto quanto. dalle piccole distrazioni che si rivelano un po' più piccole di quello che sono alle grandi tragedie che si rivelano peggio di quanto avresti mai pensato.
le prime finchè funzionano fanno bene, e quando smettono di funzionare va bene che lo facciano malamente, l'irritazione sposta l'attenzione da cose più per cui arrabbiarsi a rivolezze senza troppo peso se non quello di un certo fastidio di principio.
le seconde ti levano la pelle definitivamente, e lo shock è così forte e definitivo che scopri che ancora una volta niente ti può fare paura, niente ti può fare più male di così. fino alla volta dopo.
cazzate. io ho una paura pazzesca. e tuttavia, anche questa volta mi ci tufferò dentro di testa, come se fosse anche questa volta per scommessa. in fondo è per scommessa, ogni volta che è stato per scommessa ho rischiato un sacco. la differenza era che rischiavo per delle cazzate, adesso rischio per sopravvivere a me stessa. ma in fondo, anche questa da una certa prospettiva è una cazzata.
e ogni volta che vedo un nuovo giorno non so come riempirlo. cerco suoni, parole. cerco calore e non so riscaldarmi. cerco quello che non sono più e non so cosa sarò adesso. cerco una prospettiva.
se ci sono dei motivi per andare in crociata in svendita, prego segnalarli.
è come partire per gerusalemme e scoprire che non esiste. che forse non esiste. e ogni passo avanti sarà il dubbio di essere un cretino, e ogni passo indietro sarà la frustrazione di abbandonare, forse, la terra promessa.
cosa rimane?
sentieri battuti da altri, di cui non faccio parte. non ne farò mai parte, se non momentaneamente, e poi tornerò a non esistere più. svanire lentamente. sparire di botto. cosa consiglia il prestigiatore consumato?
una sparizione coi fiocchi, ma io ho troppa nostaglia e questo mi frega. rimango sempre un po' più del giusto, e nel frattempo la gente si è già stufata.
dio, il senso del tempo è una di quelle cose che mi mancano. come la bellezza, la grazia, lo charme, la sicurezza.
e ogni notte all'alba mi sento morire.
mercoledì 16 dicembre 2009
martedì 8 dicembre 2009
se riesci a sentire l'infarto significa che ancora il cuore ti batte
tutto sommato, adesso posso fermarmi. non più di due minuti, ovviamente. ma almeno quelli.
disclaimer: questo sarà l'ennesimo blog metareferenziale, in cui palro di me e ovviamente, parlo di te (mi ricorda qualcuno).
tanto tornerà alla carica questa paura di affondare, è sempre lì, latente, da troppi anni perchè non mi ci sia abituata. c'è chi ha detto che mi piace essere così, che è più facile che essere sereni. può darsi. forse, semplicemente non so come si faccia a non essere così. forse quando mia mamma mi ha fatta mancava qualche pezzo e la struttura insomm,a proprio perfetta non è venuta, ma siccome da fuori sembrava tutto a posto alla fine hanno deciso che potevo anche stare così come sono. non so.
i miei patetici tentativi di ricostruirmi un'identità. tutto sommato, poco mi importa. so perfettamente che quando passo qualcuno ride, qualcuno si chiede perchè mi sia combinata così, qualcuno penserà che sono un puttanone e qualcun altro forse crede che sotto sotto la mia faccia sarebbe più carina se solo si riuscisse a vederne il colore. non importa.
io ho così tanta paura della gente che niente può spaventarmi oltre.
disclaimer: questo sarà l'ennesimo blog metareferenziale, in cui palro di me e ovviamente, parlo di te (mi ricorda qualcuno).
tanto tornerà alla carica questa paura di affondare, è sempre lì, latente, da troppi anni perchè non mi ci sia abituata. c'è chi ha detto che mi piace essere così, che è più facile che essere sereni. può darsi. forse, semplicemente non so come si faccia a non essere così. forse quando mia mamma mi ha fatta mancava qualche pezzo e la struttura insomm,a proprio perfetta non è venuta, ma siccome da fuori sembrava tutto a posto alla fine hanno deciso che potevo anche stare così come sono. non so.
i miei patetici tentativi di ricostruirmi un'identità. tutto sommato, poco mi importa. so perfettamente che quando passo qualcuno ride, qualcuno si chiede perchè mi sia combinata così, qualcuno penserà che sono un puttanone e qualcun altro forse crede che sotto sotto la mia faccia sarebbe più carina se solo si riuscisse a vederne il colore. non importa.
io ho così tanta paura della gente che niente può spaventarmi oltre.
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questo mazzo di fiori gettato nella neve. così bello, rosso e bianco su bianco scintillante. il gelo non l'ha protetto, delcristallo lgi ha dato solo la fragilità ma non la bellezza. l'ha bruciato, rattrappito, piccolo ustionato e sofferente, chiuso su se stesso, accartocciato. una macchia scura e stropicciata sul bianco spietato della neve. questo candore sfacciato e luminoso.
---------
e però adesso lentamente sto rimettendo a posto le cose, i pezzi che avevo sparsi in giro per le tasche, sul fondo della borsa (sono sempre stata una ragaza disordinata) tonano a posto, ed è bello quando nonostante le ammaccature del tempo scopri che hanno mantenuto la forma, e stanno bene al loro posto.
forse posso evitare di scappare per adesso. posso tornare in una città che odio, lasciarne una che forse ho amato, e vdere di fare ualcosa in entrambe. qualcosa per me. non so da dove si inizi a fare qualcosa solo per me. ma possiamo vedere che succede.
la verità è che nasciamo solo, moriamo soli e nel frattempo siamo soli. la verità è questa. vivere è già così faticoso, che non ho anche la forza di tenermi stretta a niente, neanche a me stessa.
e la verità è che scalpito perchè sono una bestia rognosa e solitaria, e come tutte le bestie rognose e solitarie mi sento maledettamente sola ma, ahimè. è difficile starmi accanto.
perchè l'aria è così poca che basta un soffio a portarmela via tutta, e io te lo lascerò fare pur di averti accanto, ma prima o poi non riuscirò a tratterene il respiro e diventerò cianotica, e qualcuno dovrà morire almeno un po' perchè l'altro sopravviva.
perchè sono secca e rattrappita, e se vuoi stendere i miei rami devi fare attenzione, perchè rischi che ti rimanga in mano un pezzetto secco e bruciato, ma io non te lo dirò che mi fai male quando tiri, perchè l'alternativa è che non c'è nessuno a stirarmi, e proverò a resistere, ma non so fino a quando.
perchè anche se adesso non mi viene più l'ansia a stare qui so che non durerà a lungo, e so che dovrò andarmene, e so che sarà sempre così fino a quando non mi sentirò a casa da qualche parte.
e se casa è dove è il cuore, questo mio cuore piccolo piccolo e duro e rugoso e lucido è troppo piccolo per essere la mia casa.
questo mazzo di fiori gettato nella neve. così bello, rosso e bianco su bianco scintillante. il gelo non l'ha protetto, delcristallo lgi ha dato solo la fragilità ma non la bellezza. l'ha bruciato, rattrappito, piccolo ustionato e sofferente, chiuso su se stesso, accartocciato. una macchia scura e stropicciata sul bianco spietato della neve. questo candore sfacciato e luminoso.
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e però adesso lentamente sto rimettendo a posto le cose, i pezzi che avevo sparsi in giro per le tasche, sul fondo della borsa (sono sempre stata una ragaza disordinata) tonano a posto, ed è bello quando nonostante le ammaccature del tempo scopri che hanno mantenuto la forma, e stanno bene al loro posto.
forse posso evitare di scappare per adesso. posso tornare in una città che odio, lasciarne una che forse ho amato, e vdere di fare ualcosa in entrambe. qualcosa per me. non so da dove si inizi a fare qualcosa solo per me. ma possiamo vedere che succede.
la verità è che nasciamo solo, moriamo soli e nel frattempo siamo soli. la verità è questa. vivere è già così faticoso, che non ho anche la forza di tenermi stretta a niente, neanche a me stessa.
e la verità è che scalpito perchè sono una bestia rognosa e solitaria, e come tutte le bestie rognose e solitarie mi sento maledettamente sola ma, ahimè. è difficile starmi accanto.
perchè l'aria è così poca che basta un soffio a portarmela via tutta, e io te lo lascerò fare pur di averti accanto, ma prima o poi non riuscirò a tratterene il respiro e diventerò cianotica, e qualcuno dovrà morire almeno un po' perchè l'altro sopravviva.
perchè sono secca e rattrappita, e se vuoi stendere i miei rami devi fare attenzione, perchè rischi che ti rimanga in mano un pezzetto secco e bruciato, ma io non te lo dirò che mi fai male quando tiri, perchè l'alternativa è che non c'è nessuno a stirarmi, e proverò a resistere, ma non so fino a quando.
perchè anche se adesso non mi viene più l'ansia a stare qui so che non durerà a lungo, e so che dovrò andarmene, e so che sarà sempre così fino a quando non mi sentirò a casa da qualche parte.
e se casa è dove è il cuore, questo mio cuore piccolo piccolo e duro e rugoso e lucido è troppo piccolo per essere la mia casa.
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