tana. vorri del muschio alle pareti.. è morbido il muschio. comunque lo sembra, e mi va bene anche solo questo.
la verità è che non mi sono ancora ripresa, ed è inutile dire il contrario. che poi, ad essere sinceri, non lo dico nemmeno. non dico niente. sto lì, come quando da piccola, al amre, ovviamente in mezzo agli scogli, che le cose non capitano mai per caso, mi ostinavo a prendere le onde frontalmente. l'acqua alle ginocchia, bastava porgere il finaco e l'onda sarebbe passata meno faticosamente, ma no. che piacere c'è. faccio scudo, faccio vela controvento, e l'onda me la becco di faccia, all'altezza delle ginocchia, e vediamo se cado. cado o non cado. barcollo. cado. tanto è così, sarà sempre così. mi ricordo che una volta, ma non ero più piccola, un'onda imprevista mi sbattè lateralemente, un punto imprevisto pieno di scogli alti, ci sbattei la schiena con una violenza che quella volta sì, fece proprio paura. sbatteva, tornava leggermente indietro e poi di nuovo, meno forte ma sempre troppo per me, ce nel frattempo, dopo la prima botta, avevo perso ogni appiglio.
è così che va.
è semplicemente così che va. perchè puoi nche sfidare qualcuno più forte di te, ma non ridergli mai in faccia, non fargli credere che non ci credi, perchè a quel punto o la va o la spacca. se va, hai vinto, per quella volta, ma se non va lo sai solo dopo, e sono cazzi.
chissà poi perchè si dice cazzi amari.
cioè, non è tanto il fallocentrismo a lasciarmi perplessa, è un'abitudine linguistica. è la connotazione 'amara'. cazzi amari. è un problema di gusto? forse è solo un problema di domande stupide, in realtà.