scopro di essere un coniglietto. e anche se forse, in fondo, in tutti noi c'è un coniglietto, non è giusto spingere così tanto da scovarlo. non è proprio giusto.
la verità è che un sacco di gente crede che io abbia fatto le mie scelte e che sia ammirevole combattere, e anche perdere, per i propri desideri, ma io in realtà ho combattuto per cosa?. e mi fa così paura dovere rismantellare tutto da capo, di nuovo. impegni, contratti, tutto, tutto su di me, una vita da casalinga attempata sulle mie spalle, e un cane con cui ricattarmi, e un amore buttato nel cesso.
come se io fossi una casalinga degli anni '50. come se dentro ciascuno di noi non ci fosse un'overdose di barbiturici pronta ad uscire. il cuore si può rompere, sai? non serve avvelenarsi. il corpo e la mente lo sentono, quando non ce la fai più. non ce la fanno più neanche loro. e si rompe tutto, dentro. ma questo tu non lo sai, perchè sei miserabile come solo i miserabili sanno essere. credi davvero che per spingere su un acceleratore serva tutto sto coraggio?
è che non serve nessun acceleratore. il corpo si piega da solo, se ne sente il bisogno. siamo un insieme di cose in equilibrio così precario, che basta mollare la presa e si sfalda tutto, da solo. dolcemente o con un botto.
che cantonata, che dolore intuile, che recidivo dolore inutile.
ti odio perchè mi fai odiare me stessa. e sai che m indebolisce. questo recidivo dolore intile. questa campana sorda nel mio petto.
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