mercoledì 20 luglio 2011

(avrei preferito dire) grazie di non rendermi partecipe.

io non volevo saperlo. forse è perchè non parlo, e quando lo faccio lo faccio male, ma la gente che sente questo bisogno assoluto di dire le cose, tutte le cose, mi fa male. mi vengono i lividi, e io, col mio sangue denso, mi riempio di bozzi che non passano più.
le api, le api, le api.
le api nei miei occhi, nella mia bocca.
io non volevo saperlo.
la verità, la semplice verità è che mentre tu sei in guerra, una guerra stupida, come tutte le guerre sono, gli altri continuano a vivere.
mica possono stare sulla croce, certo.
ti pensano, forse. quando gli mandi una cartolina bruciacchiata e un po' patetica, come patetico è sempre chi cerca di fare l'eroe, magari lì ti pensano.
e poi escono a bersi una birra.
e chi è lì intorno sarà per forza più bello di te.
la guerra puzza. i capelli diventano stoppa, le unghie si spezzano, puzzi, ti puzza la pelle, la faccia. torni ammaccato e senza niente da dire.
la gente ha tante cose da raccontarsi, e tu hai solo orrore negli occhi, e bisogno di aggrapparti alla vita che avevi prima, che è l'unica che hai. perchè in guerra si muore comunque.

è una strana sensazione. il tempo per te si è fermato. per il resto del mondo no.

io non volevo saperlo.

io non volevo saperlo. se non l'avessi saputo, sai, ti avrei detto che non c'è stata pausa fra te e te. che la mia stupida pelle non l'ha toccata nessuno fra te e te. sai? nessuno. non è stato facile, e le api, le api, le maledette api mi hanno morsa con più rabbia ancora, perchè i guardiani si incattiviscono se non ti spezzi del tutto.
ma io non gliel'ho consentito.
io non gliel'ho consentito.

sfigurami, ma non ti prenderai la mia poca, miserabile purezza.

come suona ridicolo, vero?

la mia p u r e z z a.

io non volevo saperlo, e adesso che lo so suona ancora più ridicolo.

le api, le api, le api. le api mi parlano, le api ridono di me, incessantemente.

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