venerdì 8 marzo 2013

Le ossa delle donne sono leggere.


Forse é vero che istituire "il giorno di" sottolinea che gli altri 364 non gli appartengono, che la diversitá non sempre passa per la diversificazione, che la mercificazione eccetera.
Peró la veritá è che dipende da noi, dipende sempre da noi.
Da noi donne e uomini di buon volontá, se questa volontá l'abbiamo.
Non smettere di ricordare, e non smettere di danzare.
A me si allarga il cuore quando la mia mamma, ancora, mi scrive l'8 marzo, quando il mio amore mi porta i fiori, quando la mercificazione non sporca la memoria -ma non diventa neanche una scusa per fregarsene ancora, un giorno di piú, con piú protervia.
Perché l'8 marzo degli spogliarellisti, il 14 febbraio delle cene di massa, non si combattono ingrassando la sciatteria e chiamandola "rispetto".
Noi che ci teniamo stretti, noi che ci teniamo strette tutto l'anno possiamo scambiarci un fiore in un giorno importante, e aggraziare per una volta i muscoli che ci siamo fatte combattendo ogni giorno.

Le ossa delle donne sono leggere, perché chi deve fare tanta strada non puó portare troppo peso, e sono flessibili, e resistenti, per non spezzarsi.
Le ossa delle donne imparano a non deformarsi, a ricrescere in fretta.
A perdere la forma del dolore, a restare sorridenti quando di slogano per mettere al mondo un figlio o spostare il peso immane della vita.
Auguri a tutte le donne che tutti i giorni combattono con grazia, operano con fatica e i capelli luminosi anche quando sono spettinati, carezzano dolcemente con le mani stanche.
E a tutti gli uomini che stanno loro accanto.
Perché anche se le ossa delle donne ricrescono in fretta é meglio avere cura di non spezzarle. Anche se le mani delle donne sono forti, ci piace che le vostre lo siano di piú. Auguri a noi, che ci teniamo stretti, che ci teniamo strette, tutto l'anno.

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