mercoledì 6 marzo 2013

Ciao Presidente - perchè certe morti sono una buona scusa per tutto.

Ciao Presidente. 
Non prendertela se uso la tua dipartita come scusa per dare sfogo ai fattacci miei, lo faranno in tanti, lo fanno sempre. 
So che é un po' di cattivo gusto, ma la gente, soprattutto in certi momenti, ha bisogno di aggrapparsi a una scusa, la gente soprattutto in certi momenti si sente piú sola e si immagina che la Terra sia attraversata da tanti fili d'un unico colore rosso, che ci uniscono tutti, chi piú chi meno, e che quando sente una tristezza piú profonda sia perché tutto il respiro del mondo é un po' affannato. Abbiamo bisogno di una scusa, di un sogno smarrito, di un morto abbastanza lontano, per accogliere la nostra vita, ogni tanto. Tu ne hai fatti di errori, certo. La tua Terra sta messa male, il sangue non é un buon concime, mai, lo so. Peró mi basti da scusa per guardarmi intorno e sentirmi un po' piú sola. 
Perché il maggior tradimento verso un popolo non é promettergli un sogno e realizzarlo in parte, ad un prezzo altissimo, anche sbagliando. 
Il tradimento piú grande é promettere un sogno e non assumersene la responsabilitá, mai, in alcun modo. 
Disgregare un popolo con il silenzio assente, la strafottenza pasciuta, le mani lavate. 
Abbiamo tutti un sogno infranto, e forse ti sto usando come scusa per i miei. 
Ma mi piacerebbe sentire il fruscío delle penne dopo le urla di protesta. Mi piacerebbe vedere una bandiera sventolare, dopo gli sputi sulle insegne del disonore. 
Forse é solo che il dolore del singolo si scioglie nei passi sincroni della comunitá, e questa comunitá io non la vedo. E il mio dolore, cosí, mi sembra un prezzo inutile da pagare. 
Non é una partita truccata, é che la partita non c'é. 
Perció non te la prendere, se passare dalla tua tomba in realtá é la scusa per salutarne altre che non ho, o che sono troppe e troppo vicine, e per stare un po' in compagnia, e per dare al mio dolore sperduto un volto abbastanza lontano da non avere rughe.

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