giovedì 17 novembre 2011

né di terra, né di spugna.

e piove. piove. e io posso assorbire tanto, posso inzupparmi fino a che la carne divenga molle e bianca -e cercare che non lo divenga, che è così brutta a vedersi.
ma io non sono fatta né di terra né di spugna, e mi scappano via dalle dita delle gocce ogni tanto, e piove, piove, piove sui miei piedi, sul mio vestito, piove e io a volte non ce la faccio ad assorbire tutto. e tu non te ne accorgi, perché quando mai il cielo si accorge di cosa lascia cadere sulla terra? raggi di sole, scrosciare di pioggia, è cielo, lui, e se vuoi averci a che fare è così.
si fanno sempre i conti con la natura delle cose.

quando naufraga una nave non esistono più classi, si è tutti in mare, disperati, bagnati, e spaventati. e soli.
soli.
e la solitudine è l'unica cosa che ti avvicina al cuore degli altri. alla com-passione.
quando fa freddo ci si abbraccia tutti più forte.

ma poi, si torna sempre sulla terraferma, e non può essere che un addio. uno sguardo imbarazzato -ma davvero davvero condiviso quelle cose con te? devo dimenticarlo, e anche tu. noi non siamo uguali, altrimenti  non sarebbe servito un naufragio per incontrarci.
perchè la natura umana è tutta uguale solo quando il mondo svanisce, e c'è solo acqua, acqua a morirne.

si tratta solo di saperlo. e io lo so. io che sono orecchio e canoa e terra che raccoglie tutta questa pioggia, e che non sono sono né di terra né di spugna e non ce la faccio, non ce la faccio ma devo farlo, perché se potessi non farlo non sarei così zuppa e fredda e molle d'acqua, io lo so.


a volte desidereresti che la bufera non finisse perché non finisca anche il calore.

io che non sono madre e mi faccio madre terra per accogliere un corpo rannicchiato ho le braccia solitarie, che a farne conca e ventre per cullare sono sempre all'esterno di questo abbraccio, e mi fa male.

io lo so che quando torneremo sulla terra tu tornerai ad essere te, e io invece resterò solamente me.

2 commenti:

  1. Ti linkerò, per ora, col nome zero commenti. E' una misura terribile che indica assoluta eccellenza o mediocrità assoluta.
    L'altro è tornato sulla terra, tu dove sei? Nel luogo in cui ti trovi piovono anche le parole? Sembra che tu ne sia piena da tracimare.

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