è difficile dirlo. se non sappiamo amare, se non sappiamo farci amare, a volte.
ho passato mesi a pensar il peggio di te perché mi avevi lasciata andare al macello, e tutto quello che avevi saputo fare era stato scrivere una canzone triste, a maggior gloria (tua?). ho passato mesi a dirmene di tutti i colori, perché me n'ero andata.
la verità è che quando hai il cuore gonfio non c'è niente che ti salvi. neanche prenderti cura di un altro.
per ogni volta che tu sei andato via e ti ho ripreso, perché questo, anche questo, é il mio modo di amare, riprenderti, non andarmene quando vai ia e mi lascia in mezzo alla strada, aspettare, smorzare. per ogni volta, mi si è rotto un pezzettino dentro, si è scheggiato lo stomaco, e questa scheggia, maledizione a me, me la conservo gelosamente. è un ago che prima o poi mi pianterà nel cuore e mi ucciderà, ma che vuoi farci?
quando hai il cuore così gonfio, è troppo più facile che la scheggia lo prenda.
il mi cuore rosso e gonfio come un be pomodoro maturo, pieno di succo e morbido e sodo, ché più è sodo più la scheggia entra meglio.
ho fatto quello che sapevo fare. mi sono messa sul tavolo al posto tuo e ti ho messo il mio stomaco sotto i ferri. solo così sapevo proteggerti, solo così sapevo curare il mio dolore, ma non è una cura, non da sola, quantomeno.
sai quante ossessioni ho?
scommetto che non lo immagini neanche lontanamente. sono due, ma sono tre. perchè 1+1, ma poi devi aggiungerci che 1+1 diventa, una volta sommato, un'altra unità singola. e fanno 3.
fico, eh?
lei, lui, loro.
non posso dire che non sai amarmi, tu sì. ma io.
sai.
mi capita ancora. ci sono notti in cui all'alba vorrei morire. già.
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