sabato 11 giugno 2011

aprile.

è una cosa buffa, ma ora che ci penso è ad aprile che sono tornata. più o meno. in effetti sono arrivata a maggio, ma è ad aprile che il cielo si è aperto di nuovo.
con un anno di distanza in più rispetto a quanto mi piaceva pensare. chissà perché poi, ad aprile. tre mesi più dodici, che cosa buffa.
non so perché aprile, non lo so, ma evidentemente non mi sbagliavo, non del tutto, insomma.
e insomma, ad agosto finalmente andrò via. una casa e una terrazza per stendere il mio dolore, il mio silenzio, la paura, la rabbia, la frustrazione, quel senso di profonda idiozia che ti pervade ad un certo punto e che non puoi combattere, non puoi. che peccato, che sia andata così. e anche che fortuna.
lo sai anche tu, che a volte le cose sono così belle perché non sono successe. non che avessi proprio questo bisogno di traslarmi in un'eroina del peggior ottocento francese, ma insomma, è andata.
non invecchierà, questa bellezza. creo che il giorno che fosse divenuta reale avrebbe cominciato a morire, anzi credo che sia quello che è successo proprio adesso. non dovevo tornare, non così tanto. che brutta cosa spaventosa è la vita, vero?

ad ogni modo, ad agosto mi trasferirò, mi piaceva, quando guardavo i diversi posti, immaginare di invitartici, un giorno. un posto mio, uno spazio in cui farti entrare.
perchè forse non te ne sei accorto, ma io non ho mai giocato in casa. mai. era troppo rischioso e poi, non me la sentivo. come adesso. non ti ho voluto offrire ospitalità perchè sai, ci sono posti che sporcano chi ci entra anche dopo che la bufera è passata.
una costruita sopra un cimitero puzzerà sempre di morto, per chi sa cosa c'è là sotto. per questo non ti ci ho invitato. volevo portarti in un posto bianco, trasparente, dove l'aria fosse fresca.

comunque. ad agosto vado via. in un posto tutto bianco, le cui pareti possano dare spazio al mio silenzio. mi piacerebbe che tu rimanessi un pensiero felice. credo che sparirò di nuovo, per questo.
e credo che aspetterò che mi cerchi. e poi, quando non lo avrai fatto per un tempo sufficientemente lungo, ricomincerò a dormire, e a dipingere le pareti. un fiore rosso e nero per ogni respiro che ancora faccio, un fiore d'ossa d'uccello per ogni respiro che mi apre il petto.

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