è questo flusso continuo, sotterraneo, che mi trascina come un fiume mai abbastanza in piena da affogarmi, pieno di rami che mi graffiano le mani e non posso aggrapparmi a niente, che alla fine quello mi rimane è solo sanue e fango, pugni stretti e sangue e fango e fango e sangue.
ci sono scivolaa un giorno, ero nata da poco, credo, non ricordo, e non ne sono più uscita. ogni tanto attraversiamo, il mio fiume ed io, degli spazi aperti, così belli, così diversi da me, da noi. una volt sono anche scappata, sai? un'onda improvvisa che invece di soffocarmi mi ha portata inaspettatament a riva.
ci sono scivolaa un giorno, ero nata da poco, credo, non ricordo, e non ne sono più uscita. ogni tanto attraversiamo, il mio fiume ed io, degli spazi aperti, così belli, così diversi da me, da noi. una volt sono anche scappata, sai? un'onda improvvisa che invece di soffocarmi mi ha portata inaspettatament a riva.
ricordo che mi piaceva correre e saltare e ridere, ridere, ridere.
poi sono scivolata di nuovo. avevo un vestito bianco che si è sporacato irrimediabilmente di sangue e fango, di nuovo, e fango e sangue, e io non sapevo come pulirlo, è un'acqua così densa e scura che non lava e non pulisce, penetra nelle fibre, nella pelle e la ispessisce, la rende fredda e sporca e scivolosa e io beh mi vergogno anche un po' ad andare in giro così, con questo vestitino bianco tutto sporco e strappato, le mie mani strapazzate e il viso che non so come sia, non abbiamo specchi nel fiume, e gli occhi dei pesci sono opachi e ingannevoli.
verrà la pioggia, lo so. non so quando, ma verrà. viene sempre, prima o poi. ma le mie gambe sono risucchiate dal leto del fiume, e non potrò lavarmi il viso con quest'acqua, solo vederla tempestare le foglie e i fiori e le piante e l'erba su cui non corro più.
finchè un giorno ne berrò sino a lavarmi l'anima, e anche questo fiume strariperà, ma la pioggia sarà così tanta da lavare via il fango dalle rive, e potrò finalmente riposare in pace in un letto di sassi bianchi e puliti, e fisserò il cielo con occhi cui nessuno potrà più far male.
finchè un giorno ne berrò sino a lavarmi l'anima, e anche questo fiume strariperà, ma la pioggia sarà così tanta da lavare via il fango dalle rive, e potrò finalmente riposare in pace in un letto di sassi bianchi e puliti, e fisserò il cielo con occhi cui nessuno potrà più far male.
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